Vuoto esistenziale
Da anni indago, sulla mia pelle e nella relazione con l’altrx, le ferite ingiuste dell’anima. Come risultato della mia ricerca, sono arrivata fin qui: riconoscere il vuoto interiore con cui conviviamo come esseri umani.
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Come si manifesta il vuoto esistenziale?
Il vuoto non ha sempre parole. A volte si esprime come una sensazione persistente di insicurezza, disagio, dolore, un’inquietudine senza causa apparente, una difficoltà ad abitare il corpo o il presente. Altre volte appare come una stanchezza profonda, ipersensibilità, disconnessione o una ricerca costante di qualcosa che possa calmare, anche solo temporaneamente.
Può manifestarsi sul piano emotivo, mentale e fisico, e tende a intensificarsi nei momenti di pausa, solitudine, silenzio o crisi. Non è lineare né uguale per tutt*: ogni sistema nervoso, ogni psiche e ogni anima lo vive in modo singolare.


Cosa non è il vuoto esistenziale?
Non è un difetto personale. Non è debolezza, né mancanza di volontà, né qualcosa da correggere o eliminare rapidamente. Non è nemmeno un problema che si risolve riempiendolo con risposte, stimoli o distrazioni. Spesso, il tentativo di coprirlo o ignorarlo ne intensifica la presenza. Il vuoto non è il nemico. È un’esperienza umana che chiede di essere ascoltata, sostenuta e accompagnata con cura.
Come ci avviciniamo al vuoto in Borde Invisible?
Il vuoto non si interpreta né si giudica. Si accompagna e si sostiene. Ci avviciniamo ad esso con presenza, ascolto, dolcezza e sensibilità, creando spazi sicuri in cui sia possibile sentirlo senza fretta, senza richieste e senza promesse di soluzione. Non stiamo cercando di riempirlo; al contrario, vogliamo abitarlo, sentirlo e prendercene cura, riconoscendo che siamo un vuoto creativo.
L’astrologia, in questo contesto, funziona come linguaggio simbolico e sostegno consapevole: non come previsione, ma come linguaggio sacro che rilegge e trasforma il significato degli eventi, aiutando a dare contesto e senso all’esperienza vissuta.
Con BORDE INVISIBLE il vuoto può essere abitato poco a poco, permettendo che riveli il suo messaggio e la sua potenza trasformativa, al proprio ritmo.

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Da anni di osservazione di questa ferita e di questo vuoto percepito come incolmabile, di contemplazione e attraversamento delle sue crisi e dei suoi ululati, e di sostegno al suo dolore travolgente, mi sono resa conto che gran parte di ciò emerge da una costante sensazione di insicurezza, instabilità, freddo e solitudine, radicata nel corpo e capace di generare un profondo malessere e sovraccarico a livello emotivo, mentale e fisico.
ALLORA MI SONO COMMOSSA
Anni vissuti nella confusione, nella dissociazione e nel caos hanno fatto sì che non possa più ignorare questo dolore, questa sensazione ingiusta, questa inquietudine persistente sia nell’altro che in me. Da BORDE INVISIBLE insisto nel creare spazi sicuri in cui sia possibile osare sentire questo dolore, guardare questa ferita e accompagnare questo vuoto interiore senza fuggire, senza mascherarlo, senza ignorarlo. Per questo dedico gran parte del mio respiro a trovare modi più gentili, dolci e morbidi per accompagnare, sostenere e contenere queste realtà: la mia realtà.
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QUI NON CI SONO RISPOSTE RAPIDE NÉ PROMESSE.
SOLO UNO SPAZIO DISPONIBILE SE DESIDERI ACCOMPAGNARE IL TUO VUOTO CON PRESENZA, CURA E CONTENIMENTO.